L’arresto cardiaco cardiaco improvviso (SCA) uccide più di 400.000 europei ogni anno. Soltanto in Italia, le vittime sono circa 70.000.

Una delle principali cause di arresto cardiaco improvviso è la fibrillazione ventricolare: il cuore “vibra” e batte in modo irregolare, non pompando più sangue come in condizioni normali. É decisamente raro che il battito del cuore si regolarizzi da solo e che il muscolo cardiaco ricominci a muoversi nel modo giusto. Solo il defibrillatore riesce far ripartire il cuore se c’è fibrillazione ventricolare.

Da sottolineare:

• oltre il 50 per cento delle persone colpite da arresto non aveva mai avuto sintomi precedenti di patologia cardiaca

• la defibrillazione entro 3 minuti aumenta le possibilità di sopravvivenza del 75 per cento

• i tassi di sopravvivenza diminuiscono del 10 per cento con il passare di ogni minuto dall’arresto

• ogni minuto senza battito e, quindi, senza ossigeno abbassa drasticamente le probabilità che la persona torni ad una vita normale

• il tempo medio che passa tra la chiamata ai soccorsi e la defibrillazione effettiva è di 11 minuti in una comunità generica

• il 94 per cento delle vittime di arresto cardiaco muore prima di raggiungere l’ospedale

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